Loch Ness è un lago d’acqua dolce situato nelle Highlands scozzesi, a circa 37 chilometri a sud-ovest di Inverness. È il secondo più grande lago della Scozia, ma il più profondo e questo lo fa di gran lunga il primo lago per volume delle acque. Sorge lungo una faglia chiamata Great Glean che da Inverness porta a Fort William. È quindi una zona sismica e, a causa di questa particolarità, le sue acque non sono eccessivamente fredde e d’inverno non gela mai. Il lago ha la funzione di riserva d’acqua per la rete idroelettrica di Foyer, che è stata la prima del suo genere in Gran Bretagna. Le turbine erano originariamente usate per un mulino vicino, ma attualmente l’elettricità viene generata e fornita alla rete elettrica nazionale.
Loch Ness è tuttavia più noto all’opinione pubblica per gli avvistamenti del mitico “Nessie”, creatura leggendaria che vivrebbe nelle sue viscere. Sulla sua presunta esistenza si dibatte da decenni senza riuscire a trovare la prova definitiva che possa dare una risposta certa in un verso o nell’altro. Per ora non esiste alcuna prova inequivocabile dell’esistenza del cosiddetto “mostro” e alcune foto che lo ritrarrebbero si sono dimostrate false o non sono ritenute particolarmente significative dal punto di vista scientifico.
Ipotesi su cosa sia questo misterioso criptide, ammesso che esista, ne sono state fatte parecchie. La più plausibile, al momento, è quella secondo cui Nessie possa essere un Plesiosauro, cioè una specie di dinosauro considerato estinto milioni di anni fa. All’ipotesi del Plesiosauro si è arrivati dopo aver analizzato tutte le foto, i video e le testimonianze di coloro che affermano di aver avvistato l’animale. Altre ipotesi (formulate per lo più da coloro che negano l’esistenza di Nessie) parlano invece di un grosso pesce o di una foca che si vedono spesso nuotare nel lago. Oppure si ritiene che possa trattarsi di un pesce che ha subito una mutazione genetica. Che si tratti di una cosa o di un’altra, sembrerebbe comunque un animale di grandi dimensioni.
Di avvistamenti e testimonianze ce ne sono stati a migliaia, a cominciare dal 565 d.C quando, secondo quanto è riportato nelle cronache, il monaco irlandese San Colombano descrisse, nella sua Vita Sancti Columbae, il funerale di un abitante delle coste del lago ucciso da una “selvaggia bestia marina” che egli scacciò con le preghiere.
Sebbene il primo avvistamento in età moderna risalga al 1889, bisognerà comunque attendere il 1933 perchè la leggenda di Nessie cominci a diffondersi nell’opinione pubblica. Fu infatti in quell’anno che una serie di avvistamenti, riportati con grande enfasi dai giornali locali, contribuirono alla nascita della leggenda e alla conseguente popolarità del mostro di Loch Ness (si ricorda a tal proposito la testimonianza di una coppia del luogo, i signori Mickay, che affermarono di aver visto un’enorme creatura con due grosse gobbe nuotare nel lago, oppure quella del magistrato Alex Campbell, il quale dichiarò di aver visto un mostro enorme muoversi dentro il lago, che emergeva per più di due metri dall’acqua, con un collo allungato ed un corpo grigio lungo più di 30 piedi).
È dell’anno successivo la famosissima foto del medico chirurgo Wright che ritrae il mostro in emersione mettendo in evidenza il lungo collo con una piccola testa, figura tipica dei Plesiosauri. Va detto, tuttavia, che 60 anni dopo, Christian Spurling confessò, poco prima di morire, di aver fabbricato ad arte quella foto e di aver usato il nome del medico per aumentarne la credibilità. La foto, qunidi, che per decenni ha rappresentato la prova più evidente dell’esistenza di Nessie, non sarebbe altro che un clamoroso falso.
Nel 1975 il dottor Robert Rines addusse come prova dell’esistenza del mostro un’altra famosa fotografia che ritraeva un grosso animale dal collo lungo nuotare sott’acqua. Questa foto provocò un enorme scalpore nell’opinione pubblica e nel mondo scientifico, a tal punto che uno studioso di rettili, George Zug del famoso Smithsonian Institute, affermò che esistevano praticamente numerose prove che testimoniavano l’esistenza di grossi animali nel lago di Lochness anche se non era possibile identificarli.
Non sono neanche mancate le ricerche in grande stile finanziate dai mass-media o da qualche organizzazione privata.
Nel 1987, con l’operazione “Deepscan”, si cercò di dare, mediante l’uso del sonar, una risposta definitiva a questo mistero. Diciannove barche, procedendo una affianco all’altra, avrebbero percorso tutto il lago, da un estremo all’altro e, nella speranza degli organizzatori, niente sarebbe potuto sfuggire. L’operazione ebbe un largo seguito di pubblico e di giornalisti e ogni sera veniva organizzata una conferenza stampa per comunicare i risultati ottenuti durante il giorno. Durante il primo giorno di lavoro si ebbero un paio di grossi contatti che segnalavano la presenza di un grosso corpo in movimento sott’acqua. La cosa provocò una grande eccitazione e ci si aspettò da un momento all’altro la scoperta finale che avrebbe rivelato al mondo intero l’esistenza del mostro di Loch Ness. Purtroppo i due contatti rimasero isolati e nei giorni seguenti non ci fu nulla di anormale. A tutt’oggi quei contatti sonar “anomali” rimangono fra i migliori punti a favore di chi sostiene l’esistenza di Nessie.
L’ultimo presunto avvistamento del celebre mostro è avvenuto il 26 maggio 2007 ad opera di Gordon Holmes, un tecnico di laboratorio che ha filmato una sagoma nuotare nel lago.
Di Nessie circolano foto, video, testimonianze, contatti sonar per così dire “anomali”, ma questo non è servito ad eliminare lo scetticismo di gran parte dell’opinione pubblica e soprattutto
della scienza ufficiale. La maggior parte della comunità scientifica degli zoologi ritiene infatti che il “mostro” semplicemente non esista, per due serie di ragioni: in primo luogo perché nessun avvistamento o ritrovamento di tracce o resti animali al di sopra di ogni ragionevole dubbio è stato mai documentato, nonostante sulle rive del lago sia stato trovato recentemente un fossile di plesiosauro; inoltre, la piramide alimentare di un lago relativamente piccolo come Loch Ness non potrebbe sostenere la vita di una famiglia di predatori delle dimensioni del presunto mostro.
Per tentare di controbattere i dubbi relativi all’alimentazione della creatura è stata avanzata l’ipotesi che vuole l’esistenza di un canale segreto che colleghi il lago al Mare del Nord. In effetti George Edwards, durante un’immersione agli inizi degli anni ’90, asserì di aver scoperto un’immensa galleria. Questa teoria spiegherebbe anche l’assenza di ossa e altri resti sul fondale del lago. Non vi sono tuttavia prove dell’esistenza di canali che conducono al mare e le infruttuose esplorazioni successive a quella di Edwards portarono ad escludere l’esistenza di questa grande caverna che era già stata denominata la “tana di Nessie”.
Il volume di affari che gira attorno alla figura del mostro è notevole e mantenere in vita la leggenda equivale a continuare ad assicurarsi migliaia e migliaia di turisti che ogni anno raggiungono il lago con la speranza di avere un contatto ravvicinato con Nessie. E, come è ovvio, i turisti costituiscono un enorme introito economico. Tuttavia, cosa dire delle numerose testimonianze e prove che sembrano confermare l’esistenza dell’animale? Certamente una buona percentuale di queste testimonianze è opera di persone che cercano notorietà o facili guadagni nel vendere la loro storia ai media.
Ammettendo pure che molte testimonianze sono di persone, magari in buona fede che, probabilmente suggestionate dal nome del luogo, scambiano per Nessie quello che è invece un grosso pesce, un tronco d’albero o un’increspatura del lago, magari dovuta alla particolare natura sismica del lago di Lochness, dopo tutto ciò che è stato elencato, non è possibile escludere completamente la possibilità che nel lago esista effettivamente qualcosa di strano.
Possibile che in un’epoca di tecnologie sofisticate non si riesca a dare una risposta definitiva a questo mistero? Loch Ness non è un lago immenso e, anche se abbastanza profondo, la sua perlustrazione completa non dovrebbe costituire una difficoltà insormontabile. Ogni giorno viene visitato da migliaia di turisti, decine di web-cam tengono d’occhio le sue acque giorno e notte, possibile che Nessie riesca a non farsi vedere? La leggenda continua e continuerà ancora per molto.
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APPROFONDIMENTI:
1. Soggiorni linguistici in Scozia
2. Loch Ness – Gli avvistamenti
3. Sito ufficiale di Nessie




Nessie esiste lo giuro lo visto il mese scorso in scozia